Farina integrale e fibre

Alimento integrale definito secondo la legge

La legislazione attuale permette di definire “integrale” due tipologie di prodotti:

  • Un prodotto ottenuto direttamente dalla macinazione del grano tenero liberato dalle sostanze estranee e dalle impurità.
  • Un prodotto contenente farina, prima raffinata (per es.: farina 0, farina 00) e, successivamente, riaggregata delle parti separate durante il processo di macinazione.

(L’aggiunta di crusca, in un primo momento eliminata, permette di ottenere alimenti con un gusto più appetibile e tempi di conservazione più lunghi, diminuendo però la qualità del prodotto finale).

Alla fine di ogni processo molitorio si ottengono farine classificate merceologicamente secondo il grado di abburattamento, come descritto e richiesto nella normativa di legge che disciplina la produzione e la vendita degli sfarinati (DPR 187 del 9 febbraio 2001).

I differenti tipi di farina che si ottengono dalla macinazione del grano tenero sono cinque: tipo 00, tipo 0, tipo 1, tipo 2 e tipo integrale. Ciò che li distingue è il grado di abburattamento.

Questa classificazione è definita in base al contenuto di ceneri che deve essere il seguente:

  • inferiore a 0,55 % per la tipo 00
  • tra 0,55 % e 0,65 % per la farina 0
  • tra 0,66 % e 0,80 % per la farina 1
  • tra 0,81 % e 0,95 % per la farina 2
  • tra 1,30 % e 1,70 % per la farina Integrale

(per approfondimenti: www.politicheagricole.it/flex/files/2/f/6/D.34ca305e98ded6c87bfc/DPR_187_2001.pdf).

 

Alimento integrale secondo le ricerche scientifiche

Nel corso degli anni, numerose sono le evidenze scientifiche che confermano la relazione esistente fra nutrizione e benessere della persona. [1-2]

Si è riscontrato infatti che il consumo di alimenti quali cereali integrali, legumi, frutta e vegetali, per la presenza di fibre oltre che di vitamine, sia la base ideale per un sano e bilanciato regime alimentare.
I cereali integrali Whole Grain, come quelli INTEGRANO, offrono tutti i vantaggi di una farina integrale, con il plus di preservare naturalmente il germe di grano. Nei nostri prodotti potrai trovare dunque fibre, vitamine e minerali in quantità ideali per il tuo organismo.

 

La nostra lavorazione

Desiderosi di mantenere autenticità creando un cibo sano e naturale, abbiamo ottenuto il prodotto INTEGRANO caratterizzato da una farina 100% integrale, dove:

  • Vengono mantenute intatte le proprietà del Germe di Grano, che non viene aggiunto ma è parte integrante della farina.
    Il germe di grano è uno degli elementi che formano la cariosside del frumento, occupa non più del 3-4% dell’intero della cariosside. È un vero e proprio concentrato di sostanze nutritive come amminoacidi, acidi grassi, sali minerali, vitamine del gruppo B e tocoferoli, Vitamine E. Purtroppo solitamente tale embrione viene eliminato insieme agli involucri esterni durante il processo di macinazione privando la farina di frumento di buona parte del suo prezioso carico di fibre, vitamine e sali minerali. Questa operazione si rende necessaria per motivi organolettici ma anche per aumentare i tempi di conservazione, dato che gli acidi grassi contenuti nel germe irrancidiscono rapidamente.

 

I Valori Nutrizionali INTEGRANO, perché:

Sono caratterizzati da Eccellenti Proprietà Nutritive: MANGANESE: 2,8mg/100g (VNR 140%), FOSFORO: 348mg/100g (VNR 50%), MAGNESIO: 124mg/100g(VNR 33%), TIAMINA – VITAMINA B1: 0,3mg/100g (VNR 27%), ZINCO: 2,6mg/100g (VNR 26%), FERRO: 3,7mg/100g (VNR 26%), POTASSIO: 455mg/100g (VNR 23%).

 

La maggior quantità di nutrienti nel chicco di grano è posizionata nel Germe di grano, strato Aleuronico, Crusca.
Elementi caratteristici e fondamentali nel Nostro lavoro.

 

chicco

L’alchimia del chicco – Terra Nuova Edizioni

 

 

  • L’innovazione del lavoro: Grazie alle nostre ricerche e al nostro Brevetto siamo in grado di lavorare sulle dimensioni dell’amido.
    Fino ad oggi i prodotti alimentari che si trovano in commercio associavano all’aumento delle fibre nel prodotto (arabinoxilani, β-glucani, inulina, amido resistente, amido lentamente digeribile) ad un minor innalzamento della glicemia. Cioè con un rapporto inversamente proporzionale: più aumento le fibre, minore aumento della glicemia riesco riesco ad ottenere.
  • Le fibre utilizzate sono le stesse contenute naturalmente nel grano (senza aggiunte di fibre esterne) riducendo ulteriormente i passaggi di macinazione.
  • Abbiamo meno trasformazioni dell’amido in zuccheri grazie alla Nostra Farina Brevettata, utilizzando la ”stessa quantità di prodotti con le stesse caratteristiche organolettiche”. 

Noi di INTEGRANO ci siamo impegnati a creare un prodotto:

  • senza aggiunte di ulteriori elementi, se non quelli già appartenenti al grano;
  • senza “lavorazioni” eccessive (raffinazioni), che portano a stravolgere gli effetti benefici di un alimento già naturalmente sano e buono.

 

INTEGRANO propone una variegata offerta di panificati e grissini che soddisfano tutte queste richieste.
La nostra è una continua ricerca di realizzare i prodotti che soddisfino non solo il palato e la voglia di rimanere in forma ma anche il desiderio dell’individuo, oggigiorno diventato obbligo, di prendersi cura della propria salute a 360°.

Perché e come otteniamo questi risultati

Nel corpo umano le superfici dell’amido, soprattutto nella fase della digestione, vengono attaccate dagli enzimi amilasici Alfa e Beta, i quali, con la loro azione, trasformano i glucidi in molecole di glucosio, per poi essere metabolizzate. L’amido è una molecola estremamente compatta e complessa che può essere attaccata da questi enzimi (amilasi) solo in quelle parti che vengono esposte durante i processi di macinazione del grano.[6-7] Inoltre, la propensione alla retrogradazione (cioè la tendenza dell’amilosio a riassumere la struttura originaria) che rende l’amido più resistente alla digestione e le proprietà dei granuli di amido (grandezza, dimensione, cristallinità, contenuto di lipidi, proteine e fosfati), contribuisce a minori trasformazioni dell’amido in glucosio. [8-9-10-11-12-13-14-15]

 

La Bassa Macinazione del Grano

Facciamo un esempio: pensiamo ad un cubetto di ghiaccio con il peso di 100 grammi, il cui volume e superficie sono valori ben definiti.
Se lo sciogliamo la superficie aumenta radicalmente.

Immaginiamo ora un chicco di grano dello stesso peso e applichiamo un ragionamento similare.

Se il chicco viene eccessivamente macinato e raffinato, con raffinazioni minori di 190 micron, la superficie aumenta moltissimo e di conseguenza anche la trasformazione in glucosio sarà maggiore perché risulta maggiormente vulnerabile agli “attacchi” degli enzimi, delle diastasi (alfa e beta-amilasi), con successiva scissione dell’amido e produzione di glucosio.
Se invece manteniamo il chicco intatto, o con raffinazioni medie maggiori di 800 micron, la superficie dell amido è minore e la trasformazione  in glucosio viene drasticamente ridotta.

 

 

Test glicemici

  • Grazie all’Associazione Diabetici di Mirano e della Riviera del Brenta, assistiti dal personale sanitario, abbiamo potuto eseguire dei test glicemici a dei volontari (ca. 150 persone), testando cosi le risposte glicemiche dei nostri prodotti. Successivamente, per interpretare la grande quantità di dati emersa, abbiamo interpellato diverse Università. Quella dimostratasi più interessata al nostro lavoro è stata quella di Verona (Dipartimento di Medicina – Sezione di Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo).

 

Per arrivare a questo risultato, la nostra lavorazione innovativa è il perno di tutto.

 

 

Bibliografia

1. Priebe MG, van Binsbergen JJ, de Vos R, Vonk RJ. Whole Grain Foods for the Prevention of Type 2 Diabetes Mellitus. John Wileym& son, Ltd., Hoboken, 2008.

2. Carter P, GrayLJ, Troughton J, Khunti K, Davies MJ. Fruit and Vegetable Intake and Incidence of Type 2 Diabetes Mellitus: Systematic Review and Meta-Analysis. BMJ, 2010; 341: c4229-c4236.

3. Katan MB, Grundy SM, Willett WC. Beyond low-fat diets. NEJM, 1997; 337, 563–566.

4. Sacks FM, & Katan M. Randomized clinical trials on the effects of dietary fat and carbohydrate on plasma lipoproteins and cardiovascular disease. Am J Med, 2002; 113: 13S–24S.

5. Riccardi G, Rivellese AA, Giacco R. Role of glycemic index and glycemic load inthe healthy state, in
prediabetes, and in diabetes. Am J Clin Nutr 2008; 87:S269-S274.

6. Quaglia Giovanni.Scienza e tecnologia della panificazione Chirotti Editore 1984;205

7. Quaglia Giovanni.Scienza e tecnologia della panificazione Chirotti Editore 1984:51

8. Parameters controlling the glycaemic response to breads. Anthony Fardet*, Fanny Leenhardt, Delphine Lioger, Augustin Scalbert and Christian Rémésy.
Nutrition Research Reviews (2006), 19, 18–25 q The Authors 2006 DOI: 10.1079/NRR2006118

9. Asp NG, Van Amelsvoort JMM, Hautvast JGAJ. Nutritional implications of resistant starch. Nutr Res Rev 1996; 9:1–31.

10. Particle size of wheat, maize, and oat test meals: effects on plasma glucose and insulin responses and on the rate of starch digestion in vitro. Am j Clinic Nutr 1988

11. Wholemeal versus wholegrain breads: proportion of whole or cracked grain and the glycaemic response. BMJ 1988

12. Glycaemic index concept and metabolic diseases. F R Bornet, M S Billaux, B Messing.
Pub Med. Gov.

13. Whole-Grain Processing and Glycemic Control in Type 2 Diabetes: A Randomized Crossover Trial. Sebastian Åberg, Jim Mann, Silke Neumann, Alastair B Ross, Andrew N Reynolds.
Pub Med. Gov.

14. Systematic review of the effect of processing of whole-grain oat cereals on glycaemic response. Susan M Tosh, YiFang Chu.
Pub Med. Gov.

15. Mechanisms of the effects of grains on insulin and glucose responses. J Hallfrisch, Facn, K M Behall.
Pub Med. Gov.